FAHRENHEIT 451

Come primo articolo del 2016 ho deciso di proporre alla vostra attenzione un libro per adulti: “ Fahrenheit 451”. Scritto nel 1953 dallo scrittore americano Ray Bradbury ( 1920), è considerato uno dei classici della letteratura fantascientifica. In realtà, a mio modo di vedere, questa etichetta va molto stretta a questa opera. Perchè la cornice fantascientifica è solo lo strumento per presentare un modello utopico di società, alla pari di altri romanzi fondamentali del ’900 quali “ Il mondo nuovo” di A.Huxley e “1984” di G. Orwell. Non è mio intento fare un riassunto di tale romanzo- è opportuno leggerlo direttamente- ma fermarmi sull’assunto principale, sulla tematica centrale dell’opera: il valore dei libri. La domanda che emerge nel libro è questa: i libri, le grandi opere del passato, possono essere pericolose? E’ lecito distruggerle per salvaguardare un’ideologia, una forma di società e di potere politico? Nel passato, non dimentichiamolo, ciò è già accaduto: basti ricordare il rogo di Berlino attuato dai nazisti a Berlino nel 1936, nel quale furono bruciate opere universali perchè espressione del mondo ebraico. E, non illudiamoci, quello che si è manifestato nel passato può ripresentarsi.
Io credo che i libri, le grandi opere, tutto ciò che è stato espressione della nostra civiltà vada fatto conoscere e tramandato di generazione in generazione, unico mezzo per salvaguardare la nostra identità, il nostro modo di essere. Ma questo è la mia convinzione. Voi, cari lettori, che ne pensate? Aspetto fiducioso delle sollecitazioni su questo argomento che reputo fondamentale per il futuro di ogni società.
- Germano Povoli-

Un pensiero su “FAHRENHEIT 451

  1. Su dune salimmo per erte a noi nove,
    A riveder le stelle che un tutto move,
    Ma la luna io toccai con picciole dita.
    E seppi d’altre cose mossa una lode
    A cavalcatura stronza, di frode:
    Mi scrollò nell’infinito. La morte
    Si fece molto vicina. Ora sfinita,
    L’ora rapace, la sento più forte.
    Viene l’onda del destino: finita,
    Rendo la cara vita. Lo stremo sfronda.

    [Nota: questo poemetto è stato scritto ripensando al disastro ecologico del Golfo del Messico].

    Come sordo, leggo e brucio dentro, come la carta. Chiamatemi pure IDIOTA, come un Wen-ex in Uf.foru.it, ma io sono diverso da chi si crede un PREDATOR o un ALIEN

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