Dott.ssa Losio sull’adolescenza

Incontro formativo del 2 aprile 2009 sul tema “PREADOLESCENZA E ADOLESCENZA”

Appunti dalla relazione della dottoressa Patrizia Losio

Si può dire che i ragazzi, finita la cosiddetta “latenza” (6-11 anni circa) inizino ad essere “ribollenti”. La famiglia comincia a non apparire più il mediatore dei significati e delle relazioni col mondo. Nella ricerca di una nuova identità, non più bambina e non ancora adulta, assume sempre più importanza la relazione con il gruppo di amici e i coetanei, prima dello stesso sesso e poi anche di sesso opposto.

Si può dire che i ragazzi, in questa fase della loro evoluzione, inizino a fare delle prove di identificazione. Può capitare che frequentino per un periodo anche coetanei che a loro non vanno a genio: è un comportamento che sottintende un significato profondo del tipo “siccome questa persona riesce a fare qualcosa che mi interessa, andando con lui imparerò un po’ anch’io a farlo”.

Le stesse prove di identificazione avvengono con i vestiti. Il corpo degli adolescenti subisce una trasformazione velocissima e globale, per giunta non armonica. Di conseguenza, in genere, i ragazzi e le ragazze hanno un’immagine distorta del proprio corpo, al punto da muoversi goffamente e urtare inavvertitamente oggetti e persone. Vestirsi come gli altri significa dare identità ad un corpo in movimento: un modo per dare un habitat sicuro al proprio corpo per farlo crescere indisturbato. Si può dire che i preadolescenti cercano il massimo della conformità nel momento in cui si sentono al massimo della diversità.

I valori assumono una dimensione centrale per i preadolescenti e gli adolescenti. La coerenza tra il dichiarato e l’agito è molto apprezzata. Anche se appaiono disinteressati, loro osservano e registrano tutto, per poi confrontarlo con amici e coetanei. Gli adolescenti nei gruppi tendono a replicare le dinamiche che trovano a casa, ricevendo dai coetanei conferme o smentite in merito. I genitori sono sempre presenti nei loro racconti, per questo l’esempio va sempre tenuto in grande considerazione.

In un secondo momento, in genere dopo i 16-17 anni, i valori vengono scelti alla luce di una valutazione critica di ciò che viene visto e vissuto. È importante sottolineare che le parti di identità che vengono strutturate restano: quando i ragazzi scelgono i propri valori di riferimento, questi tenderanno a permanere come elementi identitari forti in loro. Dopo i 16 anni il pensiero diventa reversibile: l’altra parte del mondo è come se fosse vicino a casa. Diventano interessanti i grandi temi come la pace, la politica, ecc. Le scelte diventano maggiormente autodefinite e cresce l’importanza della vita sessuale.

La casa è il luogo dove fare rifornimento affettivo, per poi andare fuori e sperimentare il mondo. È di estrema importanza per i ragazzi avere la possibilità di tornare indietro, a casa, per poi andare di nuovo. Quelli che non possono farlo, perché in casa trovano conflitti che non possono gestire, hanno sicuramente una possibilità in meno.

Tutta l’adolescenza (in particolare la prima parte) è caratterizzata da questo meccanismo di “andata e ritorno”, fuori e dentro la famiglia. È un processo sicuramente faticoso per un genitore, che implica l’aver fiducia nell’importanza che per i figli ha il legame con loro, al di là delle apparenze. Per i genitori si tratta di dare un supporto senza darlo a vedere. Gli adolescenti non ci dedicano tempo, perché sono troppo centrati sul proprio assetto interno in subbuglio: occorre dedicarglielo quando ci sono, senza essere troppo intrusivi.

Un gruppo sano di adolescenti dà ai ragazzi la medesima possibilità di entrare ed uscire, componendosi e ricomponendosi. Esistono anche gruppi non sani: le bande (che tendono a coalizzarsi contro un nemico “diverso”) e le sette (che forniscono identità rigide a prestito, spiegando agli adepti com’è il mondo).

In questa fase della vita è difficile darsi dei limiti; è importante che i genitori dialoghino con i ragazzi sulle regole e il loro senso, evidenziando i bisogni di entrambe le parti. La regola come costruzione condivisa e reciproca è generalmente accettata. Non si tratta qualora il genitore ravveda un concreto pericolo, esplicitando le motivazioni precise che lo fanno ravvisare.

Droghe e alcol altro non sono che regolatori interni; più un adolescente impara a regolarsi rileggendo criticamente la propria esperienza, meno ci sarà bisogno di fare uso (o abuso) di queste sostanze.

Un pensiero su “Dott.ssa Losio sull’adolescenza

  1. Ho letto con interesse l’articolo della dott.ssa Losio.
    Da anni seguo interventi in favore dei giovani adolescenti che vanno nella direzione di un loro avvicinamento al mondo del volontariato.
    I risultati ottenuti dimostrano come il volontariato comporti un ottimo fattore protettivo, innescando coinvolgimento e partecipazione civica, rispetto all’isolamento sociale e ad altre problematiche che si presentano in età evolutiva.
    Sviluppare Coinvolgimento civico può significare promuovere attività di volontariato per i giovani adolescenti. Ci sono delle progettualità promosse da enti territoriali come il Centro servizi per volontariato o da alcuni Comuni, che prevedono l’attivazione di percorsi personalizzati di inserimento per un monte ore variabile in associazioni di volontariato. Al termine del percorso viene solitamente rilasciato un attestato, se in raccordo con le scuole convertibile in percentuale di credito formativo, talvolta un buono per l’acquisto di libri, gadget, etc.
    Le finalità di questi progetti vanno nella direzione di attivare meccanismi di ricambio generazionale nelle associazioni di volontariato e favorire l’avvicinamento dei giovani a contesti pre-lavorativi, formativi ed i grado di trasmettere valori individuali protettivi.
    Vi segnalo questo articolo introduttivo alla tematica.
    http://www.psicologo-trento.it/approfondimenti/sviluppo-coinvolgimento-civico-in-adolescenza-ruolo-svolto-dalla-famiglia/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>