Prof Cagol sui pericoli delle nuove tecnologie

Incontro di formazione genitori del 12 marzo 2009.

“Le nuove tecnologie: i pericoli” – Relatore: prof. Stefano Cagol

Il relatore ha più volte sottolineato come i nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia non abbiano sostanzialmente inventato nessun nuovo pericolo: la pedofilia, la pornografia, il gioco d’azzardo, l’incitamento all’odio e all’intolleranza sono fenomeni che esistono da tempo. il vero problema consiste nel rapporto fra le potenzialità enormi dello strumento e le capacità effettive di chi lo utilizza. I ragazzi e i genitori devono rendersi conto che comunicare, cercare amici o scambiare dati personali all’interno di comunità in rete o di chat (una sorta di “stanza virtuale” di conversazione) equivale a farlo all’interno di un locale pubblico o di un bar, nel quale può entrare chiunque raccontando di sé quello che vuole.

Le esche possono essere tante: cercare nuovi amici, un nuovo amore (magari se si è un po’ timidi…), scaricare musica o filmati… la cosa importante è invitare i ragazzi a fare attenzione, perché navigare e comunicare in internet, anche se lo si fa a casa propria, significa essere in un luogo pubblico, nel quale le persone, come accade normalmente passeggiando per strada, indossano maschere, possono fingere di essere ciò che non sono e possono, nei casi peggiori, approfittare della buona fede di qualcun altro.

Cosa si può fare, allora, per evitare spiacevoli sorprese?

  • Innanzitutto avere un dialogo con i propri figli, senza giudicarli, magari facendosi spiegare come mai questo mondo virtuale per loro è così affascinante;

  • occorre poi conoscere le potenzialità dei vari strumenti: esistono cellulari con cui è possibile scambiarsi fotografie, documenti e navigare in internet; ci sono videogiochi che favoriscono il gioco individuale e altri che si basano più sulla competizione in gruppo…Avere informazioni precise significa avere elementi concreti per dire si e no alle richieste dei figli o ai regali dei parenti;

  • mettere delle cose su internet equivale a pubblicarle e a non poterle più cancellare: è importante che i ragazzi e i genitori sappiano che questo comporta attenzioni rispetto alla privacy delle persone e alla violazione del diritto d’autore. Se un ragazzo è minorenne non può essere proprietario di un cellulare o di un pc. Il genitore, di fatto, affida lo strumento al figlio o alla figlia e risponde direttamente di tale utilizzo;

  • mettere il pc o utilizzarlo in una zona centrale della casa è un accorgimento che può aiutare. In ogni caso, va evitato che i ragazzi si chiudano in camera a navigare;

  • esistono strumenti che possono limitare l’utilizzo di internet, ma la migliore difesa rimane l’educazione. Discutere assieme ai figli le richieste, il tipo di utilizzo e i possibili rischi connessi; informarsi assieme, confrontarsi sui rispettivi bisogni, provare ad arrivare a un patto condiviso nel quale figli e genitori prendano accordi reciproci da verificare periodicamente.

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